ΕΝΤΟΑΡΝΤΟ ΚΑΤΣΙΑΤΟΡΕ (Edoardo Cacciatore) - «Ποίηση είναι η εντατικοποίηση της πραγματικότητας, εισάγει μια πνευματική δόνηση, είναι σαν ένα κομμάτι της πραγματικότητας που θέλει να δώσει εμπειρία και ζεστασιά, που ο ποιητής απορροφά και ακτινοβολεί μέσα στο κείμενο»




- Το παιχνίδι πυροδοτείτε  -

Οργή και βιασύνη έχει ο πόλεμος, αλλά μετά δεν είναι γρήγορος
Τέταρτα της ώρας έχει αιώνια και μοιράζεται
Δόντια στα νύχια ενώ πλοία σε κομβόι οργίζουν
Ορδές μίσους που ενώνονται σε άοσμες νηστείες
Στρόβιλος ναι η ειρήνη σε γεμάτα χέρια χαραμίζεται
Κατολισθήσεις σκοτεινές μια σκόνη είναι έπος
Σκουριά συγκαλύπτει τη μονοτονία
Όπου κονσερβοκούτια σχίζουν τον τεράστιο
Λοιμό των χοίρων - η ειρήνη αυτή απειλεί και ξεκινά
Νέοι θάνατοι αλλά πόσο άλλοθι δημιουργεί.
Bunker δεν είναι το καταφύγιο ή πανόραμα με προτομές
Μεταξύ ιππογύπων - σε αστικές ομάδες  αντίθετα συγκρούετε
Με ανθρώπους που σκέφτονται  να μετακινούν σκάνδαλα.
ξεσηκωμένοι από τα φετίχ τους
Κλονισμένη είναι η ώρα και οι δείκτες που την ορίζουν.

μετάφραση από τα Ιταλικά: Κοκολογιάννης Κωνσταντίνος

Γεννήθηκε στο Παλέρμο, από την πρώιμη παιδική ηλικία μετακόμισε στη Ρώμη, όπου έζησε μέχρι το θάνατό του. Έζησε μια μοναχική αναζήτηση: ξεκίνησε τη λογοτεχνική σταδιοδρομία του ως συγγραφέας, αλλά στη δεκαετία του '50 αναδείχτηκε ως ποιητής δημοσιεύοντας τα πρώτα του ποιήματα (με τον τίτλο Graduali, στη συνέχεια συλλέγονται και δημοσιεύονται πάλι το 1986) στο περιοδικό Botteghe Oscure που έκδιδε ο Giorgio Bassani.

Edoardo Cacciatore
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Edoardo Cacciatore (Palermo1912 – Romasettembre 1996) è stato un poeta e saggista italiano.

Nato a Palermo da genitori agrigentini, sin dalla prima infanzia Cacciatore si trasferì a Roma dove visse fino alla morte. Ha sempre condotto una ricerca solitaria: cominciò la sua attività letteraria come saggista, ma negli anni ’50 si rivelò come poeta pubblicando le sue prima poesie (dal titolo Graduali, poi raccolte e nuovamente edite nel 1986) sulla rivista Botteghe Oscure diretta da Giorgio Bassani e patrocinata da Marguerite Caetani.

Dichiarazione di poetica 

Note critiche 

«[…] la caratura della poesia di Cacciatore è altissima: basti considerare, rispetto al primo punto [la messa in questione del lirismo quale unica e sola estrinsecazione del dettato poetico], che la tendenza che gli è connaturata della poesia-pensiero costituisce di per se stessa, di fatto, motivo di detonante polemica verso la nostra tradizione, rimasta sempre più o meno sotterraneamente preda del neoidealistico postulato della poesia intuitiva e sentimentale; che, sul secondo punto [l’ampliamento del discorso critico a tutti gli ambiti e livelli dell’elaborazione testuale], la eccezionale densità e ricchezza della poesia cacciatoriana esorbita di gran lunga tutti gli standard e mette a mal partito ogni parzialità metodologica; che, infine, a proposito del terzo punto [l’articolazione dell’ipotesi di una letteratura attuale di opposizione e conflitto], sarebbe piuttosto difficile configurare lo spettro e le caratteristiche della sperimentazione attuale senza valutare a pieno l’apertura di nuove prospettive contenuta nelle procedure dell’autore qui in esame. Ed è da notare […] la sordità della critica italiana verso Cacciatore […]. Alle inadempienze della critica ufficiale conviene ribattere evidenziando in tutta la sua portata l’attualità della posizione di Cacciatore; la quale principalmente risiede, a nostro avviso, nel non lasciasi catturare dalle due sirene dell’ideologia contemporanea, il neotradizionalismo e il postmodernismo.» «È raro imbattersi […] in un autore che, come Edoardo Cacciatore, sia al tempo stesso coltivatissimo e crudele: crudele nel senso che la sua intransigenza di pensiero-scrittura non arretra davanti a nessun arrangement diplomatico, a nessuna mediazione da ciambellano, per esplicarsi senza remore in tutta la sua ardua ricchezza. […] Cacciatore è convinto che la poesia è ermeneutica della realtà.» «Tutti [i] tropi, procedimenti, modalità strutturali […] dimostrano quanto lontana sia da ogni concezione paregorica, da ogni tentazione evasiva, da ogni suggestione lirico-evocativa […] questa lucida e palpitante scrittura del pensiero e delle cose, sentita e praticata, invece […], come produzione intellettuale di conoscenza e di interpretazione del reale nella materialità del linguaggio e del suo movimento noetico.» «Ecco allora che la poesia filosofica [di Cacciatore], a prima vista attribuibile alla prospettiva di una ricerca del senso della vita in generale, beatamente al di fuori o al di sopra delle determinazioni contingenti, si apre a più precise e particolari istanze politiche e civili, come ad esatti corrispettivi del proprio corso o processo. È al pensiero in quanto pensiero dell’alterazione e in alterazione, che è connaturata l’istanza politica e civile. […] poiché la dinamica dell’alterazione mette i crisi tutti i modi di pensare statici (idee fisse, opinioni costituite, luoghi comuni), la poesia che ne tiene conto avrà un risvolto critico sul piano culturale; si apre il problema della critica dell’ideologia: e, per corollario, si innesca una nitida attenzione per le trasformazioni dell’ideologia e, quindi, dei mutamenti di fase cui è necessario rispondere; […] poiché l’alterazione è il trionfo della molteplicità, non ci sarà soggetto umano che nel rapporto intersoggettivo: la pienezza vitale non è concepibile che in quanto adesione collettiva […].» (da 'Edoardo Cacciatore: la rivoluzione poetica del Novecento, a cura di Quaderni di critica, Lithos, Roma, 1997)
«[Per la premessa materialistica della filosofia di Cacciatore, ovvero per la negazione di qualsiasi entità spiritualistica o trascendente e per l’affermazione del divenire e della caducità dei fenomeni,] la parola nel trapasso dal piano della contiguità spazio-temporale a quello della similarità e della discontinuità […] diviene il luogo in cui si rappresenta la mobilità trasformativa dello stesso linguaggio del divenire istantaneo dell’esperienza e del pensiero. Non solo i referenti chiamati in causa dal segno, ma il segno in quanto tale, è concepito ed espresso nella transitorietà dei momenti in cui si esplica e si riproduce il fenomeno globale dell’alterazione.» (dall’introduzione di Filippo Bettini a Edoardo Cacciatore, Graduali, Lecce, Manni, 1986)

Pubblicazioni 

Raccolte di poesie 

La restituzione (1955)
Lo specchio e la trottola (1960)
Tutti i poteri (cinque presentimenti) (1969)
Ma chi è qui il responsabile? (1974)
La puntura e l'assillo (1986)
Graduali (1986)
Il discorso a meraviglia (1996, postumo)
Tutte le poesie (2003, postumo)

Raccolte di saggi 

L'identificazione intera (1951)
Dal dire al fare: la lezione delle cose (1967)
Carichi pendenti (1989)
Itto itto (1994)
L'esse blesa (1997, postumo)
Nel 2003 Florinda Fusco ha curato l’edizione dell’opera completa di Edoardo Cacciatore.



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